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cosa visitare a Serra San Quirico
Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi PDF Stampa E-mail

Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di FrasassiL’ex-monastero di Santa Lucia ospita anche la Sede operativa del Parco. Nato nel settembre 1997, è una tra le ultime aree protette nate nelle Marche e la più grande tra quelle regionali. Esteso su una parte del versante Appenninico della Provincia di Ancona, interamente compreso nel territorio della Comunità Montana Esino-Frasassi, il Parco interessa direttamente cinque comuni: Arcevia, Cerreto d’Esi, Fabriano, Genga e Serra S. Quirico.
La sua area, oltre la caratterizzazione ambientale, possiede anche grosse attrattive turistiche, enogastronomiche e culturali. I piccoli centri collinari, ricchi di storia ed arte, si fondono mirabilmente alle bellezze naturali, in uno dei paesaggi più affascinanti del centro-Italia.
La Sede operativa è un luogo aperto al pubblico per conoscere meglio la fauna e la flora dell’area protetta, notevole esempio di biodiversità. Originali ricostruzioni di contesti ambientali insieme a plastici didattici offrono una suggestiva introduzione alle passeggiate naturalistiche.

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Centro storico e cinta muraria PDF Stampa E-mail

Centro storico e cinta murariaL’importanza del castello, sorto nel XII secolo, è documentata dalle sue fortificazioni. Il sistema difensivo è imponente, così come l’estensione dell’antico castello medievale, interamente conservato, uno dei più grandi della Vallesina. Le sue mura consentono di godere dell’ampio panorama agreste della valle, nonché delle aspre pareti del Monte Murano. Suggestive poi le caratteristiche Copertelle, passaggi coperti lungo le mura sovrastati dalle abitazioni, che si aprono verso l’esterno con ampie arcate, facendo del borgo un complesso inespugnabile.
Due erano le porte d’ingresso al paese: Porta Pesa e Porta Forchiusa, delle quali si può apprezzare ancora la struttura architettonica, così come dei numerosi torrioni che intercalano le mura.Il castello è sovrastato dall’imponente torre del Cassero del Trecento, baluardo del paese e punto di vedetta strategico per dominare la Vallesina.

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Cartoteca Storica delle Marche PDF Stampa E-mail

Negli ambienti monumentali dell’ex-monastero di Santa Lucia (XVIII sec.) è stato allestito un vero e proprio museo storico cartografico, che ospita una nutrita collezione di carte, mappe ed incisioni, fondamentale per comprendere la geografia storica delle Marche. La raccolta è suddivisa in tre sale e propone una ricostruzione didattica della storia della rappresentazione cartografica del territorio.

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Chiesa di S. Filippo Neri PDF Stampa E-mail

E’ una piccola chiesa dalla sobria facciata fatta erigere nel 1678 dai fratelli don Grisante e Giovanna Armezzani, ultimi discendenti di una delle più illustri famiglie del paese, sull’onda della spiritualità filippina molto diffusa nelle Marche del XVII secolo..
Attraversato portale in pietra d’ingresso, che ricorda un tempietto dell’antichità classica, l’interno è elegante e curato, con un finto colonnato corinzio che sorregge una trabeazione riccamente decorata. Pregevole la cantoria lignea (1689), intagliata dallo scultore Gaudezio Santucci di Ostra, come il dipinto raffigurante un poderoso “Sant’Andrea apostolo” (1631), opera di Antonino Sarti di Jesi.

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Chiesa parrocchiale dei SS. Quirico e Giulitta PDF Stampa E-mail

La chiesa dedicata al patrono sorge nell’XI secolo, ma dopo il terribile terremoto del 1741 viene ricostruita all’interno con uno stile classico e barocco, mentre all’esterno conserva le originarie semplici linee romaniche.
A tre navate, custodisce una reliquia, la Sacra Spina, che la tradizione vuole appartenuta alla corona di Gesù, oltre a notevoli opere d’arte. Tra queste meritano di essere ricordate un’ottima tela del pittore vicentino Pasqualino Rossi (1641-1718) raffigurante proprio la “Sacra Spina” sorretta dagli angeli, ai cui piedi si protendono alcuni personaggi particolarmente cari alla comunità, come i santi titolari della chiesa, san Silvestro e suor Alessandra Sabini, badessa di Arcevia venerata sin da viva. Bello inoltre l’altare in terracotta dipinta con la “Madonna della Misericordia tra san Quirico e san Domenico con i Misteri del Rosario”, della stessa bottega che nel XVI secolo produsse numerosi altari per le chiese di quest’area montana, traendo spunto dai lavori della bottega dei Della Robbia. Nella facciata interna dell’ingresso si trova l’organo (1775), opera dei Fedeli di Pievetorina, la più apprezzata bottega di organari marchigiani.

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Chiesa di Santa Lucia PDF Stampa E-mail

Chiesa di Santa LuciaLa chiesa, appartenuta ai monaci benedettini Silvestrini, ha origini medievali. Completamente ricostruita nella seconda metà del XVII secolo è ad oggi uno degli scrigni barocchi più belli delle Marche.
La chiesa ha un interno straordinario, intarsiato dai superbi altari lignei dorati attribuiti al francese Leonardo Scaglia (metà del XVII sec.) e dalle sculture a stucco, che conferiscono al complesso un aspetto caldo e accogliente. Notevoli anche il coro ligneo, l’altare maggiore in marmi policromi, opera di Giovanni Fabbri da Sant’Ippolito (XVIII sec.) e il soffitto affrescato (1694).
Di assoluto rilievo le pitture che adornano gli altari, vero e proprio repertorio dell’arte barocca. Cinque grandi tele coronano l’abside e rappresentano le “Storie di santa Lucia”, capolavoro di Pasqualino Rossi (1641-1718). L’artista viterbese Giovanni Francesco Romanelli (1610-1662) firma invece la “Vergine appare a Sant’Ugo”, mentre l’elegante “Sacra Famiglia e santi” è del noto pittore Giuseppe Cesari detto il “Cavalier d’Arpino” (1568-1640). Perfettamente inserto nel contesto decorativo barocco della chiesa l’organo (1675), che sovrasta l'entrata.

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