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Home Itinerarios Itinerario Temático Itinerario Naturalistico n.11 - GOLA DELLA ROSSA - GROTTA DEL VERNINO - MONTE MURANO
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Itinerario Naturalistico n.11
GOLA DELLA ROSSA - GROTTA DEL VERNINO - MONTE MURANO


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Boschi, prati, pareti: un'escursione per esperti.
Per chi viene da Pontechiaradovo, la salita comincia sull'evidente carrareccia che sale a sinistra pochi metri prima di arrivare al cancello che impedisce di proseguire lungo la Gola.
Seguendo il sentiero 107A si arriva a q. 338 ad un piccolo rifugio con fonte al bordo di una radura. Si prosegue nella macchia verso la base delle alte pareti di calcare massiccio sino ad imboccare a destra il sentiero 107B. Alcuni brevi tornantini e si è presso l'ingresso della Grotta del Vernino.
Il sentiero prosegue salendo invece sulla sinistra, traversa poi a destra alcune roccette esposte e risale con tornanti il ripido ghiaione. Non uscire dalla traccia soprattutto in discesa, sino a guadagnare il sentiero che traversa pianeggiante per circa 2 Km i fianchi di Colle Tordina e Colle Foglia.
Da Case Marcellini la vista può spaziare sulle colline che digradano a Nord-Est fino al mare. Ma ancora più esteso è il panorama dalla vetta, ormai prossima, del Monte Murano.
Seguire verso Sud il sentiero 143A su traccia prima pianeggiante e poi più ripida nel superare le ultime balze a ridosso della cima, un po' discosta dalla croce, evidenziata da un caposaldo dell'Istituto Geografico Militare.



Un remoto cataclisma.
Le rocce che costituiscono le dorsali dell'Appennino Umbro-Marchigiano sono sedimentarie, si sono cioè formate durante decine e decine di milioni di anni per il progressivo sovrapporsi di detriti sui fondali marini.
In questo modo hanno avuto origine pile di molte centinaia di metri di spessore, costituite da numerose sezioni dalle caratteristiche diverse, corrispondenti a situazioni in cui diverse erano le condizioni climatiche e la profondità delle acque. Ad ogni sezione corrisponde una definita formazione rocciosa. Numerose "catastrofi" hanno però sconvolto l'ordinata stratificazione delle rocce: le imponenti pareti di Calcare Massiccio della Valle del Vernino, ad esempio, testimoniano l'innalzamento di questo versante per diverse centinaia di metri rispetto all'attuale fondovalle. Questo avvenne nel Giurassico, mentre questa parte dell'Appennino era ancora sommersa. Da questo momento le differenze di ambiente tra l'area alla base e quella alla sommità della scarpata porteranno alla formazione nelle due zone di sequenze di rocce differenti. Successivamente, quando tutta la struttura era ormai emersa, l'approfondimento della valle, dovuto all'erosione delle rocce meno resistenti, riportò in evidenza le pareti dell'antica scarpata sottomarina.

Un muro di pietra e nostalgia.
Nella Valle del Vernino, lungo il sentiero 107A poco al di sopra della vecchia cava, ci si imbatte in un'opera che certamente non lascia indifferente l'escursionista più attento. Il sentiero, nel punto in cui traversa un pendio particolarmente friabile, è sostenuto per decine di metri da un muro a secco dalla fattura estremamente curata. Sono stati impiegati blocchi di pietra dalle dimensioni piuttosto piccole, accuratamente squadrati ed accostati lasciando minimi interstizi tra pietra e pietra. La patina che riveste i blocchi ne denuncia l'età, le caratteristiche costruttive differenziano questo manufatto da altri che troviamo nella zona, come ad esempio i muretti di sostegno che delimitano la carrareccia che risale la parte inferiore della valle. Questi ultimi, infatti, sono realizzati impiegando massi generalmente più grandi, grossolanamente squadrati e accostati in modo molto meno rigoroso: frutto di una tecnica meno scrupolosa ma più rapida ed economica. In effetti, chi fece costruire con tanta perizia un'opera simile, certo non aveva il problema del costo della mano d'opera. Sono stati soldati austriaci, prigionieri di guerra negli anni del primo conflitto mondiale, a lasciarci questa ed altre testimonianze di abilità tecnica e chissà, di una passione per la montagna forse superiore alla stessa avversione per il "nemico".
 
 

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