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Home Itinerari Itinerari Tematici Itinerario Naturalistico n.10 - GORGOVIVO - PIAN MOLINO - GRATTAFUCILE
Itinerario Naturalistico n.10 - GORGOVIVO - PIAN MOLINO - GRATTAFUCILE PDF Imprimer Envoyer
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Per non dimenticare: natura, santi e cavatori.
Dallo svincolo di Serra S. Quirico per Castelletta, quindi al primo slargo a destra piccolo parcheggio. Da Gorgovivo sterrata in piano tra Esino e confine del Parco con a fronte la cava gigante.
Al praticello secondo sentiero a sinistra che sale zigzagando in macchia fino alla crestina sopra la galleria ferroviaria. Di fronte, superba, la Gola della Rossa, incisa dall'Esino che delinea la base dei rocciosi contrafforti del Murano e dei verdi precipizi del Revellone con affioranti rocce ed androni, rifugio in lontano passato dei nostri antenati, e più di recente di un uomo di nome Silvestro.
Si continua a salire per piccola traccia, poi decisamente a destra fino al margine del bosco con nuova vista sulla Gola. Subito a sinistra, nel bosco; poco dopo primo traliccio sulla destra. Il tracciato diventa più marcato. Lasciare il bivio sulla sinistra ed in breve al secondo traliccio su cresta panoramica.
Le sovrastanti roccette richiedono attenzione per facili passaggi esposti e qualche sasso mobile. In uscita, la traccia continua su cresta prativa per Pian Molino (cartello "Area Floristica").
Sentiero sul versante Rossa, brevissima discesa per entrare in pineta ad incontrare, di fronte, sentiero evidente che esce su prato e con breve traverso all'incrocio con carrareccia: a sinistra per S. Pietro, a destra per Grottafucile con evidente tracciato.
(Scendendo non prendere primo bivio a sinistra)



Grottafucile.
Nell'anno 1227, il canonico Silvestro Guzzolini volendo fuggire dal vescovo di Osimo del quale biasimava il comportamento, si rifugiò in questa grotta conducendo aspra vita eremitica. Presto molti uomini si unirono a Silvestro tanto che, quattro anni dopo, nel 1231, la Provvidenza indicò al Santo un luogo più idoneo per alloggiare la piccola comunità che gli si era formata attorno: il Monte Fano, nei dintorni di Fabriano. La sede del movimento benedettino silvestrino fu, da allora, il monastero di S. Benedetto di Montefano (S. Silvestro) ma Grottafucile non fu mai abbandonata dal Fondatore che vi lasciò sempre dei discepoli. Nel 1243, S. Silvestro stesso costruì sul luogo una chiesetta che fu ben conservata fino al 1810. La costruzione misurava m 13,50 x 4,80, l'altare era posto ad oriente. Vi si accedeva da tre porte: una a Nord (tuttora esistente) per i monaci, un'altra a Sud, per la gente, una terza ad Est che immetteva in una piccola sacrestia. Accanto alla chiesina sorgevano un chiostro, una sala capitolare, una cella e quant'altro necessario per alloggiare una decina di monaci. Il Santo fondatore considerò sempre questo luogo come la culla del proprio ordine tanto da riunirvi, nell'anno 1255, il primo capitolo generale.

I miracoli di Silvestro.
Due visitatori apostolici, inviati dal Papa per rendersi conto delle reali intenzioni dell'eremita, ritengono opportuno di cercargli un compagno per non farlo rimanere da solo e, recatisi a Recanati, lo propongono ad un certo Filippo che, pur con qualche dubbio, si pone alla ricerca dell'eremita. Ma ogni dubbio cade quando Filippo, giunto dinanzi alla grotta del Santo, si sente chiamare per nome come se Silvestro lo avesse conosciuto da tempo.
Quando il piccolo eremo di Grottafucile comincia ad essere stretto per il numero sempre maggiore dei monaci che chiede di seguirlo, Silvestro decide di costruire un monastero più capiente a Monte Fano di Fabriano.
Durante la costruzione di tale monastero, un giorno, il capomastro, nonostante le raccomandazioni del Santo, sega troppo corta la trave che deve sostenere il tetto. Quando la trave viene issata sul posto, se tocca da una parte non tocca dall'altra. San Silvestro, allora, prende in mano un capo della trave e dice al capomastro: "Tu tira da una parte che io tiro dall'altra!" Sottoposto a quell'insolito trattamento, il legno, miracolosamente, si distende e finalmente può essere collocato al suo posto.
 
 

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