In questa sezione potete trovare alcune delle più famoseLeggende ambientate nelle aree del Parco Gola della Rossa e neiterritori adesso adiacenti. Le Leggende mescolano personaggimitologici e racconti fantastici con la vera storia di questa areaterritoriale che, per la sua bellezza, è da sempre fonteinesauribile di fantasia.
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La Grotta dell'Infinito o grotta della capra |
Vivevano presso la Badia di San Vittore due bellissimi giovani, perdutamente innamorati. Nonostante li unisse la comunione di un grande amore, le rispettive famiglie, avversate da profonda ostilità, impedirono con ogni mezzo il loro matrimonio.
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Grottafucile e i miracoli di S. Silvestro |
Grottafucile è il nome di un rifugioroccioso naturale con adattamenti posteriori, in cui sorse, intornoal 1227, un piccolo eremo benedettino caratteristico, del qualeoggi restano notevoli vestigia. Ivi ebbe anche origine il movimentomonastico denominato Ordine di S. Benedetto di Montefano e oggichiamato più comunemente Congregazione Benedettina Silvestrina.Grottafucile dista circa 17 km da Fabriano ed è ad un'altezza di m370 slm, a poche decine di metri da una cresta del Monte Revellone,a picco sulla Gola della Rossa.
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Il diavolo battuto da San Floriano |
Nella tradizione popolare della Vallesina, la formazione della Goladella Rossa viene spiegata in termini piuttosto differenti daquanto ci suggerirebbero le conoscenze geologiche, attribuendone laresponsabilità a Floriano, pastorello di Cingoli secondo alcuniracconti, soldato romano secondo altri.
Monte Murano visto dalla Stazione FS di Serra S. Quirico
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Dopo più di quattro secoli dalla morte di S. Romualdo, duegiovani monaci trafugarono le sue spoglie, le misero in un sacco,le caricarono su una mula e si avviarono verso Ravenna. Giunta lanotte, i due monaci presero alloggio in una locanda di Jesi ma dalsacco che conteneva le sacre spoglie iniziò a trapelare una luce sìforte da suscitare la curiosità degli avventori.
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Il Castello Petroso e la leggenda di Piero e Sara |
Castello Petroso o Rocca Petrosa, assiso su un'altura che guarda le gole della Rossa e di Frasassi visse in antichità vicende eroiche. Tra l'altro, fu avamposto dei Longobardi e guardiano di importanti vie di traffici e di comunicazione. Nel medioevo, sempre per la sua posizione strategica fu ambita preda di vari signorotti e di importanti città come Jesi e Fabriano. In questo contesto si innesta la leggenda che portò al cambio del nome del Castello.
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