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Home Storie e Leggende La Mula di San Romualdo

CONVEGNO SUL TURISMO E LE AREE PROTETTE

La Mula di San Romualdo
ValdicastroDopo più di quattro secoli dalla morte di S. Romualdo, duegiovani monaci trafugarono le sue spoglie, le misero in un sacco,le caricarono su una mula e si avviarono verso Ravenna. Giunta lanotte, i due monaci presero alloggio in una locanda di Jesi ma dalsacco che conteneva le sacre spoglie iniziò a trapelare una luce sìforte da suscitare la curiosità degli avventori. Presto il furto fu scoperto, i due monaci furono imprigionati e le sacre spoglie rimandate a Fabriano sul dorso della mula. Ora questa mula era un po' testarda perché, giunta all'altezza dell'Abbazia di Valdicastro, non ne volle sapere di fermarsi ma continuò per la strada di Fabriano. Quivi giunta, tutti credevano che la mula si dirigesse alla chiesa di S. Biagio, divenuta sede dei monaci camaldolesi; invece questa, dinanzi alla chiesa di S. Bartolomeo, che un tempo fu dimora del Santo, si inginocchiò ed a nulla valsero le bastonate dei mulattieri che non vedevano l'ora di por termine al loro viaggio.
Dopo aver adeguatamente sostato, la mula si rialzò, imboccò un vicoletto sulla destra fino a giungere a S. Biagio nella cui cripta, da allora, le spoglie del santo vengono onorate. Da allora, a Fabriano, è invalso il detto: "Ciariverai ndo' se 'nginocchia la mula de San Romallo!".
 
 

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